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SOS caldo: occhio al colpo di calore in montagna

Come si manifesta e come prevenirlo

È iniziata una settimana torrida su gran parte dell’Italia, con temperature che raggiungeranno i 40 gradi in molte città del nord e lo zero termico previsto a 4800 metri. Giornate di questo tipo non sono e non saranno rare neanche in futuro, colpa del riscaldamento globale che sta rivelando importanti conseguenze anche sulla salute delle persone. Per chi va in montagna la prima cosa a cui stare attenti è il colpo di calore. Come si manifesta, quanto è grave e cosa bisogna fare se ci capita? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Antonella Bergamo, Dermatologa e Medico di Montagna, presidente della Commissione Medica del Cai Sat (Trentino) e Vicepresidente della Società Italiana Medicina di Montagna.

 

GLI EFFETTI SULLA SALUTE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Giovedì scorso, 20 giugno 2019 sulla Ferrata Che Guevara in Trentino, una giovane ragazza tedesca di 22 anni, è morta per colpo di calore. Una approfondita indagine del Report 2018 del Lancet Countdown, ci fornisce delle evidenze chiare su come il riscaldamento globale stia già avendo effetti devastanti sulla salute. In particolare, l’esposizione e la suscettibilità delle popolazioni al calore è aumentata in tutte le regioni del mondo, la capacità di trasmissione di molte malattie infettive è incrementata a causa della maggior diffusione dei vettori animali (vari tipi di zanzare), e dilagano sempre di più le minacce verso agricoltura, allevamento e pesca.  Inoltre, crescono gli effetti del clima sulla salute mentale delle persone, rivelando un aumento di problemi psicologici e psichiatrici e di tentati suicidi associati ad una crescente esposizione a climi estremi. Nello scorso mese di dicembre 2018 si è tenuto a Roma, nella sede dell’Istituto Superiore di Sanità, il primo simposio internazionale per fare il punto sui rischi per la salute derivanti dai cambiamenti climatici. Ne è emerso un documento che vuol essere un richiamo alle responsabilità di tutti, soggetti pubblici e privati, decisori politici e semplici cittadini affinché ognuno faccia la propria parte per tutelare la salute collettiva.

Durante il Trento FilmFestival, nella giornata dedicata alla Medicina di Montagna, anche noi della SIMeM (Società Italiana di Medicina di Montagna) abbiamo rivolto la nostra attenzione a questo problema. La vulnerabilità agli eventi estremi di caldo è aumentata costantemente negli ultimi 30 anni, in ogni regione. L’Europa è particolarmente a rischio, perché più del 40% della sua popolazione ha un’età superiore ai 65 anni, la fascia di età più colpita dalle conseguenze del caldo. Si è constatato un aumento significativo di tumori della pelle, melanoma. Un aumento di malattie infettive quali Dengue, Malaria e non solo.

Colpo di calore - foto Lakerain Snake su Unsplash
Colpo di calore – foto Lakerain Snake su Unsplash
IL COLPO DI CALORE

Ci sono tre parametri importanti da valutare per il nostro stato di benessere: la temperatura, l’umidità e la ventilazione. La loro variazione va dal benessere ottimale al lieve disagio fino all’afoso opprimente ed al colpo di calore.

Quando arriva improvvisamente il caldo, dopo un periodo fresco, ci sembra di non poterlo sopportare. Così come quando andiamo in un paese estremamente caldo e umido, all’inizio l’impatto è molto forte. Fortunatamente il nostro organismo possiede specifici sistemi di termoregolazione per mantenere costante la temperatura corporea indipendentemente dalla temperatura esterna, cosicché quando è caldo provvediamo a disperdere calore tramite il sudore e la vasodilatazione. La sudorazione è un processo attivo che prevede la perdita di calore per evaporazione ed è regolata dal Sistema Nervoso Simpatico (SNS). Quando ci troviamo in situazioni di temperatura alta, la sudorazione diviene l’unico mezzo con cui il nostro corpo riesce a disperdere il calore in eccesso. Ovviamente sudando perdiamo liquidi. L’acqua rappresenta un costituente essenziale nel nostro organismo. Ha un ruolo fondamentale nella digestione, nell’assorbimento, nel trasporto e nell’utilizzo dei nutrienti. Inoltre, è il mezzo attraverso il quale l’organismo elimina le scorie ed aiuta a regolarizzare la temperatura corporea.

I principali mezzi attraverso i quali il nostro organismo mantiene l’equilibrio idrico sono il meccanismo della sete, che regola la quantità di acqua da ingerire e il riassorbimento dell’acqua nei reni che regola la quantità di acqua eliminata con le urine. Se tutto questo non avviene, la temperatura corporea sale oltre i 41°C fino a 43° e compaiono sintomi a carico del sistema nervoso come confusione, convulsioni o coma.

 

SINTOMI DEL COLPO DI CALORE

I sintomi iniziali sono irritabilità, alterazioni del giudizio, mal di testa. I battiti cardiaci aumentano e la pressione arteriosa diminuisce. Possono subentrare stato di coma, convulsioni, collasso cardiocircolatorio. Compaiono pure insufficienza renale, alterazioni della coagulazione e disfunzioni a livello cerebrale. Serve un trattamento urgente, intrapreso senza perdite di tempo. Occorre controllare la funzionalità delle vie respiratorie, somministrando, se necessario, l’ossigeno. Vanno valutati lo stato del circolo, lo stato di coscienza, monitorando la temperatura corporea. E’ indispensabile raffreddare il corpo del soggetto colpito da colpo di calore. Si può immergere il corpo in acqua fresca, effettuare spugnature con acqua tiepida, oppure ventilare il corpo con aria fresca oppure ancora spruzzare acqua sulla superficie del corpo. Si deve portare la temperatura rettale al di sotto dei 37.5°C.

Bisogna provvedere ad evacuare la vittima al più presto in ambiente ospedaliero tramite l’elisoccorso. Se necessario, il personale medico può infondere per via venosa soluzione fisiologica per rimpiazzare i liquidi persi a causa del calore intenso dell’ambiente. Ciò servirà ad aiutare il circolo e ad abbassare la temperatura centrale del corpo.

Sicuramente tra le categorie a maggior rischio di colpi di calore e disidratazione abbiamo i bambini, gli anziani e i malati cronici. In questi casi, è bene evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e mantenere il capo sempre coperto. Questa regola vale per tutti. Andare alla Ferrata Che Guevara in una giornata di sole estivo, significa avere il sole diretto e quello riflesso dalla roccia, in assenza di ventilazione e con pochi liquidi: non è da fare. Le conseguenze come visto sono estreme.


COSA FARE

Come in tutte le patologie che hanno una chiara causa legata all’influenza ambientale è meglio agire subito su questa, prima di intraprendere ulteriori azioni. Portare quindi la persona in un luogo fresco e ventilato. Allertare il servizio di emergenza. Procedere con impacchi freschi distribuiti su tutto il corpo. Un’accortezza: prevedere di usare borse di ghiaccio sulla fronte ed al lato del collo per cercare di abbassare la temperatura a livello cervicale, visto che l’encefalo mal tollera periodi troppo lunghi ad alte temperature. Non abusare di ghiaccio a livello del tronco in quanto abbassamenti troppo repentini della temperatura sono comunque dannosi. Se possibile (senza forzare) somministrare piccoli bicchierini di acquaNon somministrare alcolici.

Insomma, in queste belle giornate estive, è preferibile scegliere percorsi ombreggiati, partire presto al mattino anche con il buio se i percorsi sono esposti al sole. Fate attenzione ai colpi di calore. E non scordare di bere quanto più possibile!

 

Dr.ssa Antonella Bergamo
Dermatologa e Medico di Montagna

 

 

 

 

Foto principale Thiago Gomes – Unsplash

 


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