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Bambini in montagna, la quota è un problema?

Neonati sotto i 1600 metri, per tutti cautela e gradualità

È una delle domande più frequenti che i genitori rivolgono ai dottori quando intendono trascorrere una vacanza in alta quota e magari molti di voi se lo stanno chiedendo proprio in questo periodo, in vista delle ferie estive. Portare i bambini in montagna ha qualche controindicazione? Come reagiscono i più piccoli alla quota? Riprendiamo la nostra rubrica di medicina di montagna rivolgendo lil quesito al Dottor Gege Agazzi, membro Società Italiana di Medicina di Montagna e della Commissione Centrale Medica CAI.

 

“Nel lontano 12 marzo 2001 è stato messo a punto, in occasione dell’ “Hypoxia Symposium 200l”, tenutosi al Jasper Park in Canada, il “Consensus Satement on Children at high altitude”: un documento, redatto da un gruppo di medici dell’International Society of Mountain Medicine, che hanno steso alcune linee-guida riguardanti i bambini in alta quota. Lo scopo era lo studio dell’incidenza, della prevenzione, della diagnosi e del trattamento delle patologie legate all’alta quota nei bambini. Trattasi di un campo abbastanza nuovo e piuttosto inesplorato e perciò ricco di spunti per il futuro.

Alcuni consigli

Nel primo anno di vita sembra prudente sconsigliare il soggiorno breve ad una quota superiore ai 1600 metri. Soprattutto è indispensabile far dormire i lattanti sulla schiena ed è controindicato qualsiasi soggiorno in quota per un lattante a rischio: vale a dire alla nascita prematuro, o che soffra da ipotrofia o anemia.

I bambini risultano particolarmente vulnerabili al freddo, rischiando l’ipotermia. Essenziale è quindi l’impiego di indumenti adeguati, onde evitare congelamenti delle estremità. I “porta- bebés” sono da evitare in ambiente freddo essendo talvolta causa di compressioni arteriose prolungate che portano a conseguenze gravissime.

In alta quota aumenta il rischio di lesioni della pelle dovute alle radiazioni solari: i bambini sono molto più sensibili degli adulti, ed a tal fine è indispensabile utilizzare efficaci creme di protezione, cappelli, e occhiali da sole idonei. Somministrare la crema solare ogni due ore specialmente quando la sudorazione aumenta. In alta quota si ha una grande escursione termica,tra –30 e + 30 °C, ciò che può creare non pochi problemi. È consigliabile utilizzare maniche lunghe per proteggere il bambino da eventuali punture di insetti. Abituate i piccoli a bere molto in montagna, anche se talvolta può riuscire un po’ difficile il convincerli.

 

Il Mal di montagna acuto nei bambini

Poco si conosce, allo stato attuale, circa fattori di rischio riguardanti l’AMS (Mal di montagna acuto) nei bambini. La rapida ascesa, la quota troppo elevata, lo sfinimento, il freddo, pregresse infezioni respiratorie di natura virale, l’assenza unilaterale della arteria polmonare destra o un’ ipertensione polmonare primaria, l’ipertensione polmonare perinatale, la presenza di cardiopatie congenite , la suscettibilità individuale il ritorno in quota, costituiscono sicuramente degli importanti fattori di rischio. I sintomi dell’AMS non sono specifici e possono essere confusi con i sintomi di altre patologie.

Al di sotto dei tre anni il viaggiare in un ambiente inconsueto può procurare alterazioni del sonno, dell’appetito, dell’attività e dello stato d’animo del bambino. I tipici sintomi dell’AMS nei bambini di pochi anni comprendono agitazione, diminuzione dell’appetito, possibilità di vomito, diminuita attitudine al gioco, e difficoltà nell’addormentarsi. Tali sintomi compaiono, in genere, 4-12 ore dall’inizio del soggiorno in quota. Alcuni bambini in età compresa tra 3 e 8 anni e bambini con difficoltà di apprendimento o di comunicazione, possono dimostrare difficoltà nel descrivere i sintomi, rendendo l’AMS difficile da diagnosticare. Risulta certamente fondamentale la prevenzione dell’AMS.

 

Come prevenire il Mal di montagna acuto nei bambini

È necessario salire gradualmente (300 metri al giorno al di sotto dei 2500 metri, con un giorno di riposo ogni 1000 m di dislivello). Evitare, se possibile, l’utilizzo di farmaci a scopo profilattico. I bambini ed i loro accompagnatori devono essere preventivamente informati circa la possibilità di andare incontro a sintomi viaggiando o camminando in quota, in tal modo sarà più semplice riconoscere i sintomi dell’AMS, rispetto ad altri problemi fisici dovuti al viaggio. Un adeguato piano di emergenza dovrà essere approntato da qualsiasi gruppo che viaggia in regioni disagiate ed in altitudine, rendendo possibile l’evacuazione qualora sia richiesta (discesa immediata, somministrazione di ossigeno). Importante pure la scelta di itinerari adatti a dei bambini, con ascesa graduale, riposo adeguato, facile discesa ed una certa flessibilità in caso di problemi fisici. Prima di un viaggio in quota si renderà necessaria un’accurata anamnesi del bambino, al fine di scoprire eventuali importanti patologie preesistenti.

Evitate di dormire al di sopra dei 2500 m di quota con dei bambini. Per i neonati il soggiorno in quota al di sopra dei 2500 m per più ore può portare ad alterazione di alcuni parametri respiratori. Salire oltre i 3000 m per più di un giorno aumenta il rischio di AMS.

E’ difficile fissare dei limiti di quota per i bambini in funzione dell’età. Tuttavia, prima di portare un bambino di meno di dieci anni in alta quota valutare diversi fattori: la quota alla quale il bambino risiede, l’età alla quale ha avuto inizio l’attività in montagna, la conoscenza dei rischi da parte dei genitori, la motivazione del bambino, il rischio di un’ipossia eventualmente prolungata sul cervello di un bambino. Un altro aspetto molto importante è la cura dell’allenamento del bambino, che necessita di un’adeguata, graduale e non eccessiva preparazione fisica, prima di affrontare un viaggio in quota. Un’adeguata preparazione è il mezzo migliore per prevenire incidenti. Carichi troppo pesanti sulle spalle dei bambini vanno sicuramente evitati.”

G.C. Agazzi

 

Foto d’archivio Mellokids (Campus estivo d’arrampicata in Val di Mello)


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