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AKU al CAI Milano: radiografia di una scarpa da montagna

GIULIO PICCIN SVELA I SEGRETI DELLO STRUMENTO PIÙ IMPORTANTE PER CHI CAMMINA


I prodotti passano di mano in mano... Il "compound" suola, battistrada, contrafforti, intersuola Il sottopiede di montaggio in carbonio inserito nei modelli da alpinismo top Il pubblico segue attentamente l'esposizione del tecnico AKU, Giulio Piccin appuntamento del ciclo di conferenze tecniche sul prodotto da montagna al CAI Milano La forma in legno è il primo tassello per realizzare una buona scarpa da montagna. Cai Milano e AKU Giulio Piccin, esperto AKU, mostra dove risiede il sistema Gore-Tex Curiosità e voglia di toccare con mano i prodotti Gore-Tex Extended Comfort, membrana accoppiata a fodera per uno strato termico di 3 mm. Sottopiedi e il bootie Gore-Tex Il "bootie" (stivaletto) con membrana Gore-Tex Il "tavolo anatomico" con scarpe, componenti, materiali e parti sezionate Da sinistra: il presidente Cai Milano, Massimo Minotti, Giulio Piccin di AKU, Camillo Calloni rappresentante AKU per la Lombardia, Roberto Monguzzi vicepresidente Cai Milano, Alfredo Tradati

Milano, 23 ottobre 2018. Prende il via il ciclo di conferenze sui prodotti della montagna, dal titolo “Il Prodotto è servito“, organizzato da Outdoortest e il Cai di Milano.

Nei locali del sodalizio milanese, di fronte ad una attenta platea di soci escursionisti, il tecnico del marchio di Montebelluna ha affrontato il delicato tema delle scarpe da escursionismo e alpinismo. Sul tavolo, di fronte al pubblico, una quantità di pezzi e di materiali per poter toccare con mano la sostanza, e apprendere le metodologie costruttive, di quella che è senza dubbio la protagonista indiscussa delle attività outdoor, la calzatura.

Si è trattato di un vero e proprio viaggio che, presentando e analizzando ogni singola componente del prodotto, ha condotto il pubblico fin dentro i dettagli più nascosti, quelli più sconosciuti e, sovente, i più importanti.

Giulio Piccin, esperto tecnico e divulgatore di Aku, ha dapprima presentato le differenti tipologie di calzature, di taglio bassomedio e alto, per trekking classico, alpinismo in alta quotaavvicinamento alle pareti. Già a questo punto non sono mancate le domande dal pubblico, incentrate principalmente sulle modalità di scelta del taglio del modello in base alle attività svolte. Il favore della platea è sembrato essere riposto nei confronti della scarpa alta, che copre i malleoli, ritenuta più protettiva in generale e, oltretutto, raccomandata (imposta) ai soci che partecipano alle attività escursionistiche del Cai. Ma non sono mancati i dubbi, cui Piccin ha risposto mostrando una nuova tendenza nella costruzione dei modelli da trekking. Si tratta di scarpe dinamiche, leggere e comode come quelle da avvicinamento o addirittura da trail running, con una tomaia alta, avvolgente, ma molto morbida e flessibile attorno alla caviglia. Una soluzione che assicura protezione dagli impatti, lasciando allo stesso tempo libertà d’azione al piede che, in questo modo si stanca di meno e “ascolta” di più il terreno sottostante.

I materiali

La serata è proseguita parlando dei materiali costruttivi della tomaia: la pelle in tutte le sue varianti (pieno fiore, crosta, nubuk, …), la microfibra sintetica, i rinforzi in gomma e TPU (Poliuretano termoplastico), delle loro prerogative e indicazioni d’uso. Una certa sorpresa ha suscitato l’apprendere che gli scarponi da alta (e altissima) quota e temperature rigide, sono costruiti ormai quasi esclusivamente con materiali sintetici, decisamente più leggeri della pelle e, grazie alle odierne tecnologie, altrettanto performanti sul piano tecnico e termico.

Il grande sconosciuto

Grande interesse ha suscitato, come prevedibile, l’argomento Gore-Tex. Sebbene tutti gli intervenuti associassero alla tecnologia le capacità idrorepellenti e traspiranti, pressoché nessuno sapeva esattamente in cosa consistesse e soprattutto dove si collocasse nella calzatura. Sorpresa e interesse sono cresciuti quando Piccin ha mostrato una tomaia aperta, priva di suola, dalla quale spuntava una specie di calza bianca affrancata al collare della scarpa, descrivendola come la membrana di PTFE (politetrafluoroetilene) che accoppiata ad una fodera, costituisce l’insieme del sistema Gore-Tex. Lo strumento “didattico” ha cominciato a fare il giro della sala, tanta era la voglia di toccare con mano un “oggetto del desiderio” del quale tutti hanno fatto uso per anni, senza mai conoscerlo direttamente.

Il motore della scarpa

A questo punto siamo nel cuore della scarpa. Manca solo la parte inferiore, quella che tocca il terreno e che ben conosciamo: la suola. Ma Giulio Piccin ha in serbo un altro “colpo di teatro” e prende dal suo tavolo magico quello che a prima vista non sembra altro che una soletta intercambiabile da posizionare all’interno della calzatura. Così non è. Si tratta del “sottopiede di montaggio“. In pratica è il “motoredella scarpa. Quella struttura più o meno rigida posizionata tra tomaia e suola, che assicura ad ogni modello il giusto grado di flessione e di risposta nella rullata del piede. Sottopiedi molto rigidi, realizzati in leggero carbonio e alluminio, equipaggiano i modelli alpinistici top, contribuendo ad elevarne il prezzo (il solo pezzo costa al produttore € 20) ma portando le prestazioni a livelli impensabili solo pochi anni or sono. Sottopiedi di montaggio intermedi, realizzati in Nylon e EVA (Etilene vinil acetato) microporosa, consentono di modulare la rigidità in base alla destinazione di utilizzo del singolo modello, assicurando ad ognuno l’esatta risposta dinamica. Un segreto svelato che, sicuramente, fa comprendere all’appassionato quanto di più ci sia in una scarpa da montagna di quanto non si veda.

Interfaccia sofisticata

Ci avviamo alla conclusione della serata affrontando la componente più conosciuta, o perlomeno ritenuta tale, di ogni calzatura. Si tratta della suola e Vibram è il nome che immediatamente balza alla mente. Dal “carrarmato” al “megagrip” sono passati 80 anni e di mezzo ci sono miliardi di chilometri percorsi da milioni di camminatori nel mondo, un primato imbattibile. Giulio Piccin spiega come per suola si intenda un sistema di cui il battistrada è solo una componente, anche se solitamente viene confuso con l’intero insieme. Le domande del pubblico a questo punto vertono sulla dimensione e dislocazione dei tasselli e su come queste variabili influiscono sulla tenuta nelle diverse condizioni di terreno. Si parla di intersuola, una lamina in differenti materiali che ha il compito di dare “corpo” alla suola stessa, di sistemi ammortizzanti al tallone, di capacità di “auto pulizia” della suola stessa, in presenza di fango e detriti umidi.

Sono le 23 passate, l’intervento di Aku al Cai si conclude ma, a giudicare dall’affollamento attorno al tavolo “anatomico” delle scarpe, c’è ancora tanta voglia di conoscere e approfondire.

Quando, mesi fa’ con il presidente del Cai Milano, Massimo Minotti, abbiamo deciso di provare questa nuova formula nelle serate sociali, eravamo certi di poter suscitare un interesse, ma la reazione del pubblico nel corso di questa prima serata è andata oltre le aspettative. C’è molta curiosità e voglia di conoscere e la possibilità di incontrare veri esperti dal mondo della produzione è stata accolta come un’opportunità da non perdere.

Prossimo appuntamento: 20 novembre, ore 21, “L’abbigliamento tecnico da montagna by Montura”

Il Prodotto è servito”, ciclo di conferente tecniche sui prodotti da montagna, a cura di Outdoortest e Cai Milano. Il programma qui >>>

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