1° Ski Rental Summit a Bolzano

Operatori a confronto per delineare i contorni del noleggio sci del futuro

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Bolzano 11 aprile 2018. Oltre 80 operatori sono intervenuti alla prima edizione dello Ski Rental Summit, l’incontro professionale ideato da Prowinter Lab, organismo di Fiera Bolzano incaricato di studiare e monitorare gli ambiti professionali della montagna, con particolare riguardo alle tendenze più in evoluzione.

In effetti, a giudicare dai dati emersi durante la sessione, il noleggio sci è di gran lunga il “fenomenodel momento, data la sua crescita esponenziale su tutto il territorio nazionale. Si tratta però di uno sviluppo scomposto, a macchia di leopardo, disomogeneo nelle diverse regioni, per quantità, ma soprattutto per qualità dei servizi offerti.

Il sottotitolo della tavola rotonda, “per un noleggio responsabile“, vuole indicare chiaramente la strada scelta, verso una crescita evidente dei tre fattori giudicati fondamentali per la categoria dei noleggiatori: sicurezza, qualità, formazione. I tre temi sono strettamente correlati e insieme concorrono alla costruzione di realtà professionali in grado di offrire servizi di prim’ordine ai clienti che, in Italia, aumentano ad ogni stagione.

Si tratta di una scelta consapevole che non coinvolge esclusivamente, e soprattutto prioritariamente, il fattore economico. Noleggiare sci e scarponi di qualità, in molti casi, non è di per sé conveniente sul piano del costo, ma risulta una scelta intelligente e efficace sul piano della comodità e della garanzia di poter disporre di attrezzature nuove, ben manutenute, diverse in base alle necessità o desideri.

Sia chiaro, degli 851 noleggi censiti (®Prowinter Lab 2017) sul territorio nazionale, solo una parte minoritaria può essere a pieno titolo giudicata qualitativamente accettabile. Nel restante numero, troviamo realtà le più diverse e, talvolta, raffazzonate, che svolgono comunque una significativa attività di noleggio, rivolgendosi ad un folto pubblico, senza però disporre dei benché minimi requisiti di sicurezza e qualità di servizio e prodotti.

Di questo le prime a lamentarsi sono le aziende del settore sci, i fornitori dei noleggi, che imputano al noleggio “selvaggio” la responsabilità di un danno di immagine, ma soprattutto economico (mancate vendite), un livellamento al ribasso dell’intero comparto che ne penalizza lo sviluppo.

C’è del vero in queste affermazioni, ma non l’intera verità. Se guardiamo indietro, sul finire degli anni ’90, quando l’indiscusso pioniere del noleggio organizzato Erwin Stricker spingeva per affermare non già la propria impresa, ma l’idea, il concetto del noleggio di qualità, come la vera e inesorabile novità nello scenario dello sci, chi ha buona memoria e un po’ di anni sulle spalle si potrà ricordare come l’atteggiamento dei grandi marchi fu negativo, di chiusura e diniego del fenomeno.

Oggi, a distanza di quasi vent’anni, con una quota di utenti/noleggio/stagione vicina al 50% (®Prowinter Lab 2018) e con oltre 100.000 paia di sci venduti ogni anno ai noleggi (®Prowinter Lab 2018) su 177.000 paia totali in Italia (fonte FESI 2016), lo scenario è drammaticamente differente e costringe a severe quanto oneste riflessioni/autocritiche.

L’economia circolare, la sharing economy, concetti importanti talvolta ridotti a slogan di maniera, assumono qui un connotato realistico, concreto. Oltre 4 milioni di sciatori (stime internazionali) ogni stagione noleggiano sci nelle stazioni italiane, preferendo la logica del servizio rispetto a quella del possesso. Un dato netto, inequivocabile, irreversibile.

1° Ski Rental Summit by Prowinter Lab

In qualità di coordinatore di Prowinter Lab, ho avuto l’onore di aprire i lavori della tavola rotonda esponendo i risultati della ricerca ®Prowinter Lab 2017/2018 condotta nel corso dell’ultimo anno.

L’obiettivo che ci siamo dati all’indomani dell’edizione 2017 della fiera Prowinter, è stato quello di dare un senso qualitativo ai numeri emersi nel corso della prima indagine. Il censimento delle realtà di noleggio italiane, frutto dell’indagine 2016/2017, ci mostrava esclusivamente il numero dei noleggi, la diversa tipologia (noleggio esclusivo, noleggio +negozio, scuola di sci o altro), la dislocazione geografica.

L’indagine 2017/2018 (®Prowinter Lab)

Abbiamo pensato di andare a stanare direttamente ogni singolo noleggiatore, con interviste telefoniche meticolose e sistematiche mirate alla conoscenza dei dati sensibili più interessanti e utili a delineare i contorni del “noleggio medio italiano” (NMI), e delle sue varianti regionali. Le interviste sono state condotte con metodo, sottolineando prima di tutto la serietà dell’indagine promossa ufficialmente dalla Fiera di Bolzano e mirata alla raccolta di dati gestiti nel pieno rispetto della Privacy. Quest’ultimo punto, tradottosi nel rilascio di numeri “aggregati” e in nessun caso riconducibili direttamente a singole realtà professionali, ha convinto la stragrande maggioranza degli intervistati a collaborare.

Tra gennaio e marzo 2018 sono stati raggiunti telefonicamente 451 noleggi italiani (il 53% del totale nazionale), distribuiti equamente in tutte le 19 regioni (®Prowinter Lab 2017) in cui il noleggio sci è presente; in 99 casi il titolare, unico referente giudicato attendibile per l’indagine, non era disponibile e in soli 10 casi abbiamo ottenuto un rifiuto netto a rilasciare informazioni. Abbiamo pertanto ottenuto 341 risposte positive, un campione altamente attendibile pari al 40% del totale dei noleggi nazionali (in statistica, con questi risultati, si parla di un margine di errore attorno al 3%).

Le domande che abbiamo posto:

  • numero addetti impiegati nel noleggio (base + alta stagione)
  • dimensione del noleggio (mq, escluso laboratori)
  • tipologie di prodotto noleggiato (sci, snowboard, protezioni, freeride, nordico, sci alpinismo, bike)
  • quantità di paia di sci presenti e destinati al noleggio
  • ritmo di ricambio periodico del parco sci
  • formazione del personale

L’identikit del noleggio italiano

Banchi di regolazione in un noleggio sci

Banchi di regolazione in un noleggio sci

I dati raccolti sono molteplici e complessi. Sulla loro base è possibile elaborare svariati scenari che sconfinano decisamente sul terreno economico, consentendo di stimare con buona approssimazione le quantità di prodotto circolante nel circuito noleggio italiano, le vendite stagionali di prodotto nuovo, i fatturati dedicati delle aziende produttrici, ma anche quelli dei noleggi incrociando i dati di vendita di skipass delle stazioni invernali con le quantità di attrezzi disponibili a noleggio.

Noi qui ci limitiamo a tracciare il disegno delnoleggio medio italiano” (NMI), aggiungendo qualche interessante (e sorprendente) dato sul prodotto “sci”.

In base allo studio 2017/2018 ®Prowinter Lab, il NMI si presenta così:

  • 1,74 addetti al noleggio (titolare compreso, media tra bassa e alta stagione)
  • 106 metri quadrati di superficie media (esclusi i laboratori, variabile tra 40 e 700 Mq)
  • prodotti noleggiati: 100% sci, 82% snowboard, 45% sci freeride, 26% sci nordico, 21% sci alpinismo, 14% biciclette
  • 442 paia di sci presenti nel noleggio medio (dato rilevato da 260 interviste su 341)
  • 3,7 anni, ritmo di ricambio periodico dell’intero parco sci (27% annuale)
  • 75% dei noleggi svolge attività di formazione del personale (22% esterna, 64% interna, 14% non specifica)

A livello nazionale (moltiplicando la superficie media per il totale dei noleggi), possiamo immaginare l’azienda “noleggio sci” come un enorme centro commerciale di quasi 100.000 Mq (il 5° per dimensione in Italia). Al suo interno trovano posto 376.000 paia di sci di cui ben 101.000 sostituiti ogni anno (27% del totale ®Prowinter Lab 2018), vale a dire il 56% del totale (177.000 Fesi 2016) venduto in Italia.

Su questo punto si è acceso il dibattito del Summit, con aziende come la filiale italiana del marchio Head a sottolineare come il dato sia, secondo loro, sovrastimato (non più di 70.000 paia) e altre, come Tecnica Group, casa madre italiana, ad indicare come, in base alla loro esperienza, potrebbe essere invece riduttivo.

Le relazioni al 1° Ski Rental Summit by Prowinter Lab

1° Ski Rental Summit, il programma del convegno

1° Ski Rental Summit, il programma del convegno

Un nutrito gruppo di relatori qualificati ha avuto il compito di aprire finestre sui differenti ambiti di interesse del mondo del noleggio, spaziando dai temi del coinvolgimento turistico del noleggio come ingranaggio primario della filiera, alle responsabilità legali del noleggiatore in quanto fornitore di attrezzature potenzialmente pericolose, agli aspetti più tecnici legati alle norme esistenti (poche) in fatto di controllo delle attrezzature, agli adempimenti formativi del personale (non obbligatori) lasciati alla libera iniziativa del singolo noleggiatore. Nelle 2 ore e mezza della tavola rotonda si è avuta una stimolante alternanza tra relazioni e dibattiti, che ha contribuito a mantenere alto il livello di attenzione e di partecipazione del folto pubblico.

Dopo il saluto del Direttore di Fiera Bolzano, Thomas Mur, che ha inquadrato il ruolo di Prowinter Lab e i suoi obiettivi, la tavola rotonda ha inizio con:

Prof. Andrea Macchiavelli, Università degli Studi di Bergamo (autore studio “I turismi della montagna”)

Un’attenta e precisa analisi dei flussi turistici montani, in particolare invernali e dedicati allo sci, che ha mostrato come nelle ultime stagioni vi sia stato un netto incremento di presenze sull’Arco alpino e non solo. Ciò frutto di mutate abitudini da parte del pubblico, incline ad aumentare il numero delle “uscite” sulla neve riducendone la durata e, pertanto, fruitore in costante crescita di servizi come il noleggio, sinonimo di praticità e comodità;

Andrea Formento, Presidente Federfuni Italia

Impianti di risalita e noleggi fanno parte della stessa catena produttiva montana. La sinergia dovrebbe essere sostanzialmente aumentata e migliorata al fine di offrire alla clientela servizi di sempre maggior livello qualitativo:

Avv. Gerhart Gostner, consulente legale di catene noleggio e società impianti di risalita

Le responsabilità del noleggiatore sono nette e vertono espressamente sul rispetto delle scarse norme specifiche a disposizione, come quella della regolazione degli attacchi in base al “valore Z”, e sul buon senso messo in atto nell’espletamento del servizio. Alcun e “case history” per illustrare chiaramente i potenziali rischi e come prevenirli.

Dott. Simone Patat, esperto delle responsabilità legate alla pratica del noleggio ITAS Assicurazioni

Assicurarsi è un dovere nei confronti del cliente e una necessità a salvaguardia della propria impresa. Occorre prestare molta attenzione al tipo di garanzie connesse con la pratica del noleggio sci. I rischi sono molteplici, le norme certe a cui fare riferimento scarse. In fase di stipula della polizza è necessario non perdere di vista il più ampio scenario possibile;

Dr. Alex Gardetto, direttore sanitario Clinica Brixiana – Bressanone

Nella casistica degli incidenti da sci, il coinvolgimento delle attrezzature, attacco e sci in particolare, in quanto responsabili del fatto non è infrequente. Una cattiva regolazione, o condizione dell’attacco, è sovente la causa del danno. Da non sottovalutare, anche se più difficile da verificare, la scarsa preparazione delle lamine che, in caso di ghiaccio, induce alla caduta;

Roberto Moling, Presidente tecnici manutenzione articoli sportivi – APA Bolzano

La regolazione corretta dell’attacco in base al valore “Z” non basta. Con il tempo e l’usura, l’attacco da sci perde la precisione nei suoi valori di sgancio. E’ necessaria la ricalibrazione periodica eseguita con speciali macchinari elettronici costruiti della maggiori Case del settore. In Italia la diffusione di questi macchinari è scarsa e, pertanto, il livello di sicurezza degli attacchi incerto;

Michael Nendwich, Managing President FEDAS Federation of European Sporting Goods Retailer

La visione dapprima europea sullo sviluppo del comparto noleggio sci nel tessuto dei dettaglianti di articoli sportivi, per poi giungere alla situazione austriaca dove, ad esempio, non esistono norme ufficiali che obblighino al controllo elettronico della taratura degli attacchi da sci, ma l’alta diffusione dei macchinari fa si che gli standard di sicurezza siano rispettati;

Dino Palmi, fondatore dell’Associazione Italiana Skimen – Biella

La formazione tecnica del noleggiatore è fondamentale per assicurare un servizio di qualità al cliente, laddove il fattore sicurezza riveste un ruolo di primaria importanza. I corsi devono essere completi e approfonditi, per sviluppare conoscenze su ogni ambito di competenza, dalla preparazione al controllo;

Ernst Messner, Responsabile per la formazione di settore – APA Bolzano

Nello svolgimento dei corsi di formazione per tecnici della preparazione dello sci è indispensabile una approfondita attività pratica, svolta su macchinari aggiornati. In questo modo gli aspiranti sono in grado di apprendere le procedure in modo efficace e di verificarne la validità in modo rapido e oggettivo;

Claudio Zorzi, Presidente Collegio Provinciale Maestri di Sci Alto Adige

Il maestro di sci deve essere un conoscitore degli attrezzi che utilizza e deve saper dare risposte adeguate al cliente che si dimostra interessato. Per questo motivo nei nostri corsi di formazione abbiamo introdotto lo studio dei materiali, nelle loro tipologie e caratteristiche. Tale studio è materia d’esame, il cui superamento è necessario per l’ottenimento del brevetto;

Dibattito

Numerosi e qualificati gli interventi dal pubblico, a partire dai rappresentanti della aziende produttrici, con Alessio Meda (Rossignol Group), Stefano Bovolon (Oberalp – Fischer), Corrado Macciò (Head), Pietro Colturi (Burton), Emilio Fontana (Amer Group), Stefano Trentin (Tecnica Group), Daniele Maria (Dalbello – Voelkl)rappresentanti Elan Casa madre.

Sul fronte noleggi, sono intervenuti Matteo Bertolino (Skiset Italia), in rappresentanza di oltre 60 noleggi sul territorio italiano, Linda Stricker (presidente Rentandgo),  in rappresentanza di 70 noleggi, Tomaso Fondriest (responsabile Rent-All Ski Rental Sodtware).

Conclusioni

Molta carne al fuoco, come si può osservare dalla mole di interventi e dal dibattito. Il primo Ski Rental Summit ha così voluto mettere in campo le tematiche principali che riguardano il settore e, per la prima volta in forma ufficiale, mettere a confronto il mondo della produzione con quello del noleggio. Ne sono nati spunti interessanti che contribuiranno a orientare il lavoro di Prowinter Lab.

Nel prossimo futuro saremo impegnati ad approfondire gli aspetti di conoscenza del marcato italiano del noleggio, aggregando dati ufficiali dalle aziende produttrici, dalle catene di noleggio, e, come già abbiamo iniziato a fare, dai singoli imprenditori del settore.

La collaborazione interna e internazionale con associazioni di settore (Assosport, Fedas, Fesi) sarà potenziata e attivata laddove necessario, per conoscere le realtà estere e meglio inquadrare quella domestica.

Sul fronte sicurezza e formazione, la collaborazione con Apa Bolzano e Associazione Italiana Skimen sarà potenziata con l’obiettivo di delineare gli standard del noleggio e puntare alla creazione di un “marchio di qualità“, una certificazione che consenta all’utente di riconoscere immediatamente il servizio migliore.

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